Le Polpette di “Mucco”
By gianfrancotruglio | Giugno 21, 2008
Bianchetto, neonato… o “mucco”?
Ore 8 e trenta. Solita incursione alla Fiera “o luni” di Catania, storicamente mercato del lunedì nel centro storico tra la suggestiva via Etnea ed il Corso Sicilia, una delle tappe obbligate per i catanesi ed i turisti.
Un grande “centro commerciale all’aperto”,che ormai ogni giorno della settimana, esclusa la domenica, invade di colori, sapori, profumi e vocio le vie che si aprono nella magnifica Piazza del Carmine.
Bancarelle estemporanee, protette da colorati ombrelloni, offrono di tutto, i venditori attirano i compratori con la classica “vanniata” (le offerte del giorno “gridate”).
Topics: LE NOSTRE RICETTE, PRODOTTI E PRODUTTORI | 1 commento »
ScriviComeMangi
By gianfrancotruglio | Giugno 17, 2008
Scrivi… come mangi! Una variazione cultural - culinaria del celebre detto “Parla come mangi”!
Si evoca spontaneità, semplicità, sincerità, gentilezza, un minimo di competenza e
soprattutto la ricerca del linguaggio “materno”! Poi c’è il valore della “località”
intesa come logica equazione che porta alla “specialità gastronomica” Con questa nuova
rubrica ti invitiamo a scriverci le tue esperienze di gastronauta, di amante perduto o
alle prime effusioni di “cuore e di pancia”…Un sano ed appetitoso gossip che ti vedrà
paparazzare e narrare le ricette del successo , raccontare “vicende”calde, bollenti,
tiepide, fredde e curiosare tra i protagonisti ed i giovani emergenti dello spettacolo
enogastronomico italiano. Allora “bada come parli”!, anzi… “bada come scrivi” siamo
in attesa dei tuoi scoop!
Scrivi le tue recenzioni ed i tuoi racconti gastronomici, lasciando un commento alla pagina ScriviComeMangi e inviaci le tue foto a info@andreagraziano.com pubblicheremo il tutto sul nuovo spazio creato appositamente per tutti coloro che vogliono raccontere le loro esperienze a tavola : ScriviComeMangi.
Il primo articolo, ci e’ gia’ arrivato da Melissa & Giuseppe, adesso aspettiamo i vostri!!!
Topics: NOVITA' EDITORIALI | 2 commenti »
Il Salame Sant’ Angelo di Brolo
By gianfrancotruglio | Giugno 17, 2008
Sant’Angelo di Brolo, in provincia di Messina, una vallata lussureggiante di noccioleti e uliveti, arricchita da floride sorgenti d’acqua.
Il particolare andamento delle correnti aeree, la temperatura e l’umidità danno vita ad uno straordinario ed unico microclima che fa assomigliare l’intera vallata ad una naturale ed irriproducibile sala di stagionatura.
Dalle usanze contadine, dalla lavorazione delle carni fresche e dalla loro stagionatura, prende forma e sapore uno straordinario prodotto: il Salame Sant’Angelo di Brolo.
Fu grazie alla colonizzazione Normanna che il paese di Sant’Angelo di Brolo vide la nascita del suo salame, ed è grazie alle sapienti mani dei Santangiolesi che questo capolavoro della salumeria mantiene ancora oggi inalterate quelle caratteristiche che lo contraddistinguono nel mondo.
E’ prodotto esclusivamente con le parti nobili delle carni suine che vengono lavorate artigianalmente, mediante antiche tecniche di cubettatura, mondatura e snervatura; insieme al sale marino delle terre Siciliane ed al pepe nero mezza grana, formano l’impasto che poi viene insaccato in un budello naturale, tagliato a misura e legato a mano con spago naturale.
L’aspetto è cilindrico ed irregolare, caratterizzato da una classica fioritura bianca.
Al taglio la fetta si presenta compatta ed omogenea, di colore rosso rubino e con il grasso cubettato di colore bianco distribuito in maniera irregolare.
L’odore è delicato, leggermente speziato.
Gode da poco tempo del riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta.
Tante buone fette di bontà e tradizione tutte da scoprire.
Vi proponiamo una piccola chicca, una ricetta di finger food, che ha come protagonista questo straordinario salame ed un altro straordinario prodotto siciliano (presidio Slow Food) il pistacchio di Bronte, ideata e deliziosamente descritta dallo chef e “menestrello” Carmelo Chiaramonte.
“La prima volta che mi capita di leggere di un salume beatificato! Il pistacchio etneo è quell’oro verde così discreto e sottile al palato che sembra un miracolo della natura. Il suo sapore è minerale quanto la terra che lo cresce e si abbraccia ai salumi come una sposa che passeggia verso l’altare. Il timo fresco siciliano, come un bouquet, completa l’arredo della bella festa. Allo spuntino si azzardi di abbinarvi un Etna bianco doc, fresco e soave come molti vini etnei.”
Poesia , su poesia… non resta che provare.
Industria Salumi Sant’Angelo s.r.l. - Contrada Piano Croce – Sant’Angelo di Brolo (Me)
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La Manna delle Madonie
By gianfrancotruglio | Giugno 11, 2008
C’è la manna che cade dal cielo, c’è la manna che scende dagli alberi.
Dal biblico “cibo degli angeli”, sostentamento per gli Ebrei in marcia nel deserto, ad un raro ed unico prodotto, la Manna Eletta, diventato anche presidio Slow Food.
In circa 100 ettari di terreno sulle Madonie, in territori che rappresentano l’ultima oasi in tutto il Mediterraneo dove ancora si conservano tecniche e tradizioni legate a tale coltura, tra i comuni Castelbuono e Pollina in Provincia di Palermo da alcune varietà di frassini (Ornus ed Excelsior per decreto regio e Angustifolia) e dall’incisione della loro corteccia si ricavano queste splendide “stalattiti” di manna bianca derivate dal gocciolamento della linfa lungo la corteccia dell’albero.
Raccolta con un attrezzo caratteristico, l’archetto, viene ridotta in “cannoli” di varie dimensioni.
Di solito la prima incisione, praticata con il mannarolu, avviene tra la seconda e la terza decade di luglio e termina alla fine di settembre.
Rinomata per le sue proprietà lassative,digestive, vitaminiche e decongestionanti, la manna è frutto della vita e della cultura di un popolo, quello madonita, che da sempre la produce e la protegge con cura e riconoscenza. Ma la manna ricambia l’attenzione proponendosi anche come eccellente ingrediente per preparazioni dolciarie e salate. Nelle mie visite a Castelbuono (al ristorante Nangalarruni) il buon Giuseppe Carollo mi aveva fatto degustare dei piatti straordinari che vedevano protagonista la manna; il filetto di maialino nero in crosta di mandorle, pistacchi e manna e una zuppa di lenticche in cui la manna oltre al suo tipico sapore dolce dava un tocco di piacevole croccantezza.
Ma è nei dolci che la manna trova la sua consacrazione e proprio a Castelbuono, a pochi passi dal buon Giuseppe, dove il Corso Umberto si apre nella splendida Piazza Margherita, troviamo il “laboratorio” ideale per i suoi dolci usi, i Fratelli Fiasconaro.
Quando all’arte pasticciera artiginale ereditata dal padre, si unisce la voglia di apprendere sempre nuove tecniche, la ricerca di ricette antiche e si decide di sfruttare il bagaglio di esperienze acquisite, il passo verso il successo è facile.
Così, dopo aver intrapreso da più di un decennio la produzione di prodotti da forno artigianali a lievitazione naturale, i Fiasconaro sono oggi in Italia e nel mondo tra i più apprezzati produttori di panettoni e colombe! Si avete sentito bene, Colombe e panettoni , da Castelbuono.
Prodotti che non hanno tempo, che potrete degustare in ogni periodo dell’anno se vi troverete a passare da Castelbuono, insieme a torroni, marmellate e liquori.
Tra i protagonisti il piccolo capolavoro dei Fiasconaro , il Mannetto, tributo alla manna, che lo guarnisce con una squisita colata unita al cioccolato bianco.
Una vera prelibatezza. Non può mancare anche l’acquisto di una confezione di cannoli di manna… da sciogliere piacevolmente in bocca o da utilizzare per dolcificare qualche bibita calda o se si vuole per arricchire l’elenco dei vostri ingredienti in cucina.
Per acquistarla potete recarvi direttamente da uno dei più importanti produttori e referente del presidio Slow Food, Giulio Gelardi a Pollina o nel suo negozio Manna, Miele e Gusto di Castelbuono, dove potrete gustare anche barrette di cioccolato modicano alla manna e dolcini alla manna.
Proprio una manna dal cielo… anzi dai frassini delle Madonie!
Approfondimenti: www.ilfrassino.it
Contatti::
Fratelli Fiasconaro – Piazza Margherita 10 Castelbuono (PA) – www.fiasconaro.com
Azienda Gelardi – Contrada Dimanii – Pollina (PA) tel. 3298851889
Manna, Miele e Gusto - via S. Anna N°6 Castelbuono (PA) – www.mannamielegusto.it
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San Marco d’Alunzio (Me) Repubblica Medievale
By gianfrancotruglio | Giugno 11, 2008
Non è una lacuna scolastica, ma un paradosso turistico – gastronomico in cui ci siamo imbattuti per la scontatissima e tradizionale gita fuori porta ( non potevo utilizzare termine più abusato) per il week end del 2 Giugno, giovane festa dedicata alla Repubblica Italiana.
Teatro del tour, il paesaggio in cui il bellissimo mar Tirreno sposa le colline che fanno da avamposto ai Nebrodi. Subito da consigliare un tuffo ristoratore a Capo d’Orlando, acqua trasparente, spiagge pulite ed attrezzate e splendide baiette da scovare in un bellissimo lungomare che va dal caratteristico borgo di San Gregorio fino al centro della cittadina.
Pausa pranzo, se si vuole evitare il solito panino da spiaggia, all’Altra Risacca, trattoria collaudata dove mangiare dell’ottimo pesce, ben preparato e dal buon rapporto qualità prezzo.
E poi, per chi vuole prolungare la sua permanenza (consigliabile il periodo di giugno – luglio, meno affollato), altra dritta è un carinissimo B&b, anch’esso testato ed aggiunto nella lista delle buone esperienze, Le Terrazze.
Una villetta al centro del paese con un delizioso giardinetto interno profumato e colorato, come simpaticamente accoglienti sono i due padroni di casa Pina e Salvatore … da non perdere! Noi proseguiamo per San Marco d’Alunzio, pochi chilometri dopo aver attraversato Rocca di Caprileone (ricordata dai gourmet per aver dato i natali ad uno dei migliori ristoranti dei Nebrodi ed oltre, l’Antica Filanda) incontriamo il bivio che precede una serie di tornanti che in pochi minuti ci conducono ai 540 metri sul livello del mare di questa cittadina che sembra “incappucciare” la collina.
Fanno da corona i Nebrodi e si resta abbagliati dalla bellezza del panorama del golfo che va da Capo Milazzo a Monte Pellegrino e che incornicia le isole Eolie.
Tutto davvero speciale, ma non finisce qui.
Ci addentriamo verso il cuore del borgo medievale, le case aluntine incastonate nel rosso marmo locale, fanno da scenario a numerossime chiese (più di 20!) conventi,, palazzetti, brani di un’antica cinta muraria ed è subito festa, ci spogliamo dei panni balneari ed entriamo in atmosfera medievale.
Ci fanno da Ciceroni i fratelli Monastra ristoratori ed albergatori, ma soprattutto organizzatori, animatori, factotum sia della festa che si ripete in diversi periodi dell’anno ma anche della vita del borgo.
Nino, sommelier di lunga data, ci “obbliga” ad una tappa in un wine bar del corso principale, ed è subito aperitivo in preparazione alla cena, con un buon Spumante Metodo Classico, inzolia e chardonnay, della cantina Milazzo.
Ben servito, freddo, davvero un bell’inizio.
Poi tra intricate viuzze, scalette e piazzette (tutto in miniatura!) ci conduce alla casa che condivideremo con Paolo, fautore della giornata, Anna, Chiara, Nicoletta, Giovanna ed Ombretta (i soliti compagni di merenda e tanto altro!). 
Casa dello Algozirio (agente giudiziari del re), nel vecchio quartiere di Sant’Andrea, modulato dagli influssi della storia greca, romana, bizantina, araba e normanna.
Pernottare nel Borgo Medievale vuol dire abitare anche nelle case dello Aromataio, del Pensatore, dello Scrivitore, dello Pingitore, dello Musico, dello Acatapano, dimore ben restaurate e rifunzionalizzate, che mantengono intatte le sensazioni e le suggestioni del tempo.
Capitolo cena. Luogo: La Fornace; fame: tanta; padrone di casa: Nino… si sempre lui! Locale classico, una sala, anch’essa classica, ma presto la sorpresa, una carta di vini che non ti aspetti! Molti fanno capolino tra le mensole vicine ai tavoli… Sfursat, Amarone, Barolo, grandi vini, grandi cantine dal Piemonte alla Sicilia, centinaia di etichette alla carta.
Capiamo subito che qui Nino fa rima con… buon vino! Facciamo fare a lui anche per il menù.
Antipasto del buongustaio… classico.
Ma ancora una sorpresa un ottimo carpaccio di manzo marinato al thè. Buonissimo e sorprendente.
Primo, ovviamente classico e materno, dal quale stabiliamo che in cucina lo chef è donna.
Ed è vero.
Due tegamini incandescenti custodiscono una pasta fresca fatta in casa al forno ricca di formaggio, prosciutto e melenzane, ben “incastagnata” (per chi legge da fuori Catania, con una ammiccante gratinatura in superficie) proprio come la richiederesti alla mamma per il pranzo della domenica ed un risotto ai funghi porcini, ben tirato e saporito. Il secondo? Classico! Una buona grigliatina mista di carne e degli spiedini.
La scelta del vino? Ottima. Nino ci porta al tavolo un Nero d’Avola 2005 Feudo Montoni, Selezione speciale Vrucara. Acqua con bollicine rigorosamente San Pellegrino.
C’è classico… e classe, anche la scelta delle acque minerali sorprende, come (e questo potrebbe essere un punto da approfondire sui prossimi post del blog) l’attenzione prestata alla preparazione di cibi per celiaci. Ci congedano dal locale dei soufflè alla crema di nocciola caldi, un piatto del “buon ricordo” davvero delizioso accompagnato da una buona grappa barriccata!
La passeggiata serale nel borgo illuminato è suggestiva e già ci prepara al giorno di festa: domani qui sarà Medioevo! E così accade, ci svegliamo e scopriamo che la piazzetta di fronte casa è gia un piccolo mercatino di lavori artigianali in legno, sentiamo il battere di un martello sull’incudine, il fabbro è in azione ed affacciandoci dal balconcino scorgiamo un arciere che si esercita scagliando le frecce verso un paglione.
Uscendo scopri un borgo trasformato, gente in costume che suona e danza, ogni angolo ha i suoi protagonisti, la banda del paese intona musiche e precede il piccolo corteo di gente vestita da cortigiani.
Poi formaggi e salumi di produzione locale, famoso e pregiato il Salame di San Marco, l’olio Extra vergine d’Oliva, il miele…
Degustazioni, negozietti di artigianato locale tra i quali ne spicca uno di filati pregiati che vede protagonista il lino siciliano e le sue più classiche lavorazioni, gruppi di turisti guidati che fanno visita alle più belle chiese ed al museo di San Marco, proprio una bella atmosfera da godersi fino al pranzo, consumato in modo più frugale.
Nel pomeriggio ci congediamo da San Marco, dal buon padrone di casa Nino e dalla famiglia Monastra tutta, per concederci un bagno nella spiaggia di Sant’Agata di Militello prima del ritorno a casa. Non senza rimpianto… la sera infatti, a conclusione del giorno di festa a San Marco d’Alunzio, è prevista la Cena Medievale, con preparazioni a tema e tavole imbandite d’epoca… ma il “rientro intelligente” ci chiama! Una bella e buona esperienza, gente accogliente e propositiva, che crede nelle risorse del proprio paese e ne tocca le corde unendo la piacevolezza dei luoghi alla cultura ed alla passione per la tavola.
Tutto a San Marco d’Alunzio per un giorno ci ha raccontato del Medioevo, allora ci sentiamo di fare “una crociata” a favore di questi incantevoli luoghi dei Nebrodi, una “terra santa e ospitale” tutta da conquistare nei fine settimana o in periodi più lunghi di vacanza tra mare e collina. O mi raccomando… solo con le armi della curiosità e del pieno relax!
De Gustibus Q.b.
Contatti: Borgo Medievale Case Albergo e ristorante La Fornace: Tel 0941797297. Cell. 3291087930 – Via Cappuccini 141 San Marco d’Alunzio
B&b Le Terrazze - Capo d’Orlando. www.bbleterrazze.com
Topics: AGRITURISMO, APPUNTI DI VIAGGIO, TRATTORIE | 5 commenti »

















































